DOCUMENTAZIONE PRIVACY: SOLO IN ITALIANO?

Al fine di ottemperare al principio della trasparenza (art.5) e della chiara e comprensibile comunicazione (art. 12), sarebbe auspicabile, nel caso in cui l’azienda, in qualità di titolare e/o responsabile esterno dei trattamenti, avesse rapporti con soggetti stranieri, che fornisse le informative sul trattamento dei dati (art. 13-14) in una lingua comprensibile. Vista l’applicazione del GDPR ai cittadini europei e la dovuta correttezza nei confronti dei cittadini extraeuropei, si potrebbero completare le informative ed eventualmente gli altri documenti necessari nelle lingue più comuni: inglese, francese, tedesco e spagnolo. Ciò è particolarmente indicato quando si prevede una presenza ed una comunicazione attraverso il web, anzi, dato che la comunicazione riguardante il trattamento dei dati è rivolta anche verso chi semplicemente “naviga” sul sito web (pensiamo alla “cookie policy” e a tutte le altre informazioni da fornire), l’informativa web dovrebbe sempre essere almeno tradotta in inglese, anche da chi non tratta affari con l’estero, visto che la navigazione non ha limiti territoriali.

Ma attenzione, non dobbiamo pensare solamente al rapporto con i clienti, acquisiti o potenziali. Infatti, spesso nasce l’esigenza di nominare “responsabile esterno” un agente o un’agenzia di visti, inviare documenti personali ad alberghi o ad organizzazioni di altri paesi.

 

Kruzer si avvale di traduttori esperti con esperienza specifica per fornire questo tipo di servizio. In ogni caso, a prescindere da chi effettua il servizio di traduzione, è importante sottolineare l’importanza di un approccio professionale e tecnico per evitare qualsiasi “approssimazione” nella stesura del testo in lingua. Infatti, come in tutti i testi di tipo giuridico, vengono utilizzate terminologie molto specifiche che necessitano anche della corretta interpretazione.

 

Daniele Spano


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