Attenzione al Telemarketing "selvaggio"! Sanzioni devastanti!

Parlando di privacy con i clienti, la prima cosa che ci si sente dire è: " Ok il gdpr, ma allora, tutte le telefonate che ricevo ogni giorno?!". Appunto! Il Gdpr serve anche a evitare queste scocciature, a meno che sia stato fornito un consenso esplicito. 

Infatti, la legge prevede che i nostri dati personali possono essere utilizzati a fini promozionali e di marketing, soltanto a seguito di un nostro consenso esplicito e non solo verbale, che preveda un'azione proattiva: un flag su un modulo di contatto on line, una firma apposta su un consenso cartaceo, etc.

Ciò che non è stato fatto da una società intermediaria che, per conto di un agente di una grossa compagnia dell'energia, ne ha pagato le spese. E anche molto salate! Infatti, in un'ingiunzione dell'11 aprile, il Garante della privacy, commina una sanzione di 2 milioni e diciotto mila euro alla società intermediaria. La sanzione è stata calcolata sulla base del fatturato e del numero di soggetti coinvolti, 233 persone.

Non essendo, tale società, nominata "responsabile esterno" dei dati e non avendo ricevuto i nominativi dall'agente o dalla società mandante (li ha raccolti per proprio conto), è stata considerata, a tutti gli effetti, "titolare autonomo" del trattamento, quindi soggetta alla sanzione.

La prima considerazione che viene da fare è che la sanzione per ogni cliente contattato è stata di circa 8660 euro. Un bel costo!

La seconda considerazione riguarda sicuramente la leggerezza con la quale molte società trattano il tema della privacy, dei consensi e delle nomine di responsabilità che, ricordiamolo sempre, ha radici nel lontano 1995 (direttiva europea 95/46/CE), in Italia nel 1996, con la legge 675 ed i successivi sviluppi, nel 2003 con la legge 196 (in vigore dal 2004) e, per ultimo, il regolamento europeo, 679/2016 (Gdpr) efficace dal maggio 2018.

Clicca qui per leggere la sentenza del Garante

 

Daniele Spano


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